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Anche. (cit.)

Murder By Death - “Red Of Tooth And Claw”

E’ un quartetto proveniente da Bloomington, Indiana, e suona un ruspante western-rock imparentato col post-punk. Una proposta un po’ fuori dal tempo (se ha senso parlare di tempo in materia di musica), che il gruppo esegue in modo asciutto, accostando ad una chitarra stoner un violoncello versatile e una batteria impeccabile e galoppante. A ruoli più marginali vengono destinati invece il basso ed il piano.

La traccia che apre il disco, “Comin’ Home”, mostra da subito il sound del gruppo: la voce di Adam Turla ricorda i registri tragici di Mark Sandman (Morphine), meno low e più Nick Cave; la chitarra e il violoncello si completano a vicenda con precisi balzi di dinamica; infine, i cambi di ritmo repentini di Dagan Thogerson, tra cavalcate cow-rock e accelerazioni hardcore, riescono a narrare perfettamente il sofferto “ritorno a casa”. Insieme alle successive “Ball & Chain” (un’impetuosa ballata per saloon) e “Rumbrave” (un polveroso omaggio agli Husker Dü), l’opening track è tra gli episodi più convincenti.

A fare da contrappunto allo sbrigliato (ma sofferto) entusiasmo, ci sono ballate dall’incedere più lento e riflessivo come “A Second Opinion”, “The Black Spot” e “Spring Break 1899″, che trovano la sola valvola di sfogo nel ritornello.

Nonostante i momenti di debolezza sparsi qua e là e la reiterazione di certi stilemi, il disco non delude e invita al replay. Che sia poi di una, due, tre tracce, è un altro discorso.

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