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Stappo

Perso l’orientamento?

Prossimamente sul grande schermo anche “Sapientino Senior”!
Stufi dei soliti vecchi che devono metter bocca su tutte le vostre risposte, credendo di saperne chissà quante?
Mandate in tilt il cervello dei vostri nonni fino a farli retrocedere di ben 2 gradini e mezzo nella scala evolutiva. Adotta anche tu un vero ominide africano!

“Sapientino Senior”…e 6 in pole position!

(cit.)

Meme

Anche. (cit.)

Box - “Studio 1″

Per parlare di questo disco è necessario partire dai credits: Raoul Björkenheim (Scorch Trio, Krakatau) alla chitarra , Trevor Dunn (compagno di merende di Mike Patton e John Zorn) al basso, Ståle Storløkken (Supersilent, Humcrush) alle tastiere, Morgan Ågren (nel giro di Frank Zappa) alla batteria.

Un supergruppo, insomma. Di quelli che fanno brutto.

L’estetica è quella dei Supersilent: nome sintetico e insignificante, tracce anonime catalogate alla rinfusa, copertina che puzza di ospedale. Ma l’interno della scatola è esaltante.

Sei episodi improvvisati, senza revisioni, senza post-produzione. Dentro, un incontro assurdo ma possibilissimo di avant-jazz, progressive e noise. La chitarra in primo piano di Björkenheim evoca fantasmi frippiani, anche se è John McLaughlin a venire in mente davanti a certi tapping abrasivi; Ågren fornisce tappeti jazzistici liquidi e mai passivi; basso e tastiera sembrano destinati a mormorii e pulsazioni di fondo, ma si esibiscono in coraggiosi tributi a John Cage, elevando ulteriormente l’opera.

Quello che stupisce è come il disco sia, nonostante la complessità irriducibile, coinvolgente e fruibile.