Archivio per la categoria 'jazz'

People - Misbegotten Man

People è uno degli ultimi progetti di Kevin Shea (super-batterista che ha lasciato la propria impronta in gruppi come Talibam! e Storm & Stress) che lo vede collaborare con la chitarrista e vocalist Mary Halvorson, incline al jazz e a bizzarre modulazioni vocali, astro nascente nella New York che conta.

Il duo cerca di forzare i confini della forma canzone, ibridando cantautorato e free-jazz in maniera inedita e affascinante. Shea, senza fermarsi mai (mai!), intavola un vero e proprio dialogo stridente con i registri pacati e ebbri della Halvorson, senza però cadere nella cafonaggine gratuita.

Disco dell’anno 2007.

Meme

Anche. (cit.)

Box - “Studio 1″

Per parlare di questo disco è necessario partire dai credits: Raoul Björkenheim (Scorch Trio, Krakatau) alla chitarra , Trevor Dunn (compagno di merende di Mike Patton e John Zorn) al basso, Ståle Storløkken (Supersilent, Humcrush) alle tastiere, Morgan Ågren (nel giro di Frank Zappa) alla batteria.

Un supergruppo, insomma. Di quelli che fanno brutto.

L’estetica è quella dei Supersilent: nome sintetico e insignificante, tracce anonime catalogate alla rinfusa, copertina che puzza di ospedale. Ma l’interno della scatola è esaltante.

Sei episodi improvvisati, senza revisioni, senza post-produzione. Dentro, un incontro assurdo ma possibilissimo di avant-jazz, progressive e noise. La chitarra in primo piano di Björkenheim evoca fantasmi frippiani, anche se è John McLaughlin a venire in mente davanti a certi tapping abrasivi; Ågren fornisce tappeti jazzistici liquidi e mai passivi; basso e tastiera sembrano destinati a mormorii e pulsazioni di fondo, ma si esibiscono in coraggiosi tributi a John Cage, elevando ulteriormente l’opera.

Quello che stupisce è come il disco sia, nonostante la complessità irriducibile, coinvolgente e fruibile.