Archivio per la categoria 'etno'

Mahjongg - “Kontpab”

Visto che ormai tutti parlano della nuova corrente americana incline alla riscoperta del tribale, tanto vale tirare in ballo i Mahjongg che sono di Chicago, quindi americani.

La ricetta del gruppo è il recupero del punk-funk (tipo Pop Group), dell’etno-wave (tipo Talking Heads) e dell’elettronica un po’ mutant (di recente sono uscite delle raccolte chiamate “Disco not disco”. I nomi li trovate lì.) con quell’alone di grezzo che sa un po’ di artefatto.

Drum-machine à la Excepter che spuntano dal nulla e ti ritrovi a sorridere e battere le mani e a pensare che l’America sta vivendo un periodo un po’ neo-tribale.

Meme

Anche. (cit.)

Vampire Weekend - “Vampire Weekend”

Sono quattro ragazzi della Columbia University e da un paio di mesi sono un po’ sulla bocca di tutti. Nei circuiti indie hanno fatto subito notizia, prima con un demo vagante per la rete, poi con la “benedizione” di Pitchfork e della XL Recordings, l’etichetta che li ha prodotti. Tanto rumore per nulla? Non del tutto.

Effettivamente la proposta dei VW è fresca, vitale, divertente. Il gruppo si appropria di sonorità etniche (africane perlopiù) e di “Graceland” di Paul Simon, componendo 10 tracce capaci di spaziare dal pop studentesco evoluto al ballo di gruppo. I suoni sono perfettamente indie, anche troppo, con la batteria in primo piano a guidare improbabili kwassa kwassa e la voce da sfigata scimmia artica a ricordarci che siamo comunque nel Primo Mondo.

Un disco che va giù come un bicchiere d’acqua. Non sarà acqua cristallina e dissetante, certo, ma per il momento ci ha rinfrescato le budella. Ed è stato piacevole.