Box - “Studio 1″

Per parlare di questo disco è necessario partire dai credits: Raoul Björkenheim (Scorch Trio, Krakatau) alla chitarra , Trevor Dunn (compagno di merende di Mike Patton e John Zorn) al basso, Ståle Storløkken (Supersilent, Humcrush) alle tastiere, Morgan Ågren (nel giro di Frank Zappa) alla batteria.

Un supergruppo, insomma. Di quelli che fanno brutto.

L’estetica è quella dei Supersilent: nome sintetico e insignificante, tracce anonime catalogate alla rinfusa, copertina che puzza di ospedale. Ma l’interno della scatola è esaltante.

Sei episodi improvvisati, senza revisioni, senza post-produzione. Dentro, un incontro assurdo ma possibilissimo di avant-jazz, progressive e noise. La chitarra in primo piano di Björkenheim evoca fantasmi frippiani, anche se è John McLaughlin a venire in mente davanti a certi tapping abrasivi; Ågren fornisce tappeti jazzistici liquidi e mai passivi; basso e tastiera sembrano destinati a mormorii e pulsazioni di fondo, ma si esibiscono in coraggiosi tributi a John Cage, elevando ulteriormente l’opera.

Quello che stupisce è come il disco sia, nonostante la complessità irriducibile, coinvolgente e fruibile.

3 Risposte a “Box - “Studio 1″”


  1. 1 arlongpark Aprile 16, 2008 alle 4:13 pm

    Non sembra giluiolaf quello tutto a sinistra???? XDXDXD

  2. 2 paganelli Aprile 16, 2008 alle 4:54 pm

    Hai sbagliato articolo, comunque è lui a tutti gli effetti!

  3. 3 Genesis P. Barilla Aprile 16, 2008 alle 6:21 pm

    cazzo che botta.

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