
Il duo di Bristol esce allo scoperto per la prima volta con sei lunghe tracce fatte di droni elettronici, voci filtrate, loop anomali e distorsioni metal. Niente di minaccioso e inumano, comunque.
I Fuck Buttons costruiscono, strato su strato, melodie solide proiettate verso aperture orecchiabili e ludiche. Forse il modus operandi è ancora un po’ acerbo (lo svolgimento di ogni traccia è fin troppo lineare e, capito il trucco, l’effetto sorpresa svanisce presto) e non si apre mai troppo a soluzioni ardite, rimanendo sul fuzz granitico simil-metal per buona parte del disco.
Il “cuore” di “Street Horrsing” è rappresentato dalla coppia “Okay, Let’s Talk About Magic” e “Race You To My Bedroom / Spirit Rise”, dove finalmente i FB esprimono personalità coniugando melodia, tappeti sonori sempre più ricchi ed eterei e spasmi vocali (la contraddizione tra estasi e dannazione è il campo minato dove dovranno lavorare in futuro).
Nonostante il ciclo tenti di ripetersi (il dolce carillon dell’inizio riappare nella coda di “Colours Move”), difficilmente il disco conserva il fascino del flusso ininterrotto, e lo skip è obbligatorio. Chi ci ha visto un incubo nero che tiene imprigionati ad ogni ascolto, probabilmente si è perso il recente “Entrance” degli Sword Heaven.
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